Commento al Vangelo della VI° Domenica del tempo ordinario

LE DUE VIE
commento a cura di Wilma Chasseur

 

Questa domenica a parlarci è la sapienza. Nella prima lettura, tratta dal libro sapienziale del Siracide, leggiamo: “Grande è la sapienza del Signore, forte e potente, egli vede ogni cosa”. Ma l’uomo,  ha davanti a sé due vie, quella del bene e quella del male: se sceglie la prima è sapiente, ma se sceglie la seconda, diventa stolto. Per cui se in DIO c’è solo sapienza, nell’uomo c’è un miscuglio di sapienza e di stoltezza. La facoltà che gli fa esercitare ora l’una ora l’altra, è quella famosa prerogativa di cui Dio l’ha dotato e che si chiama libertà.

  • Famigerata eredità!

Noi ce la prendiamo tanto con la nostra condizione di peccatori in cui è così difficile scegliere sempre e solo il bene e scarichiamo tutte le colpe sul famigerato peccato originale commesso dai nostri progenitori! E l’avessero solo commesso! Il peggio è che ce l’hanno anche lasciato in eredità! Ma dovevano proprio lasciarci quell’eredità che ci ha resi così deboli, così fragili, insomma ci ha resi così peccatori?! Ma vi siete mai fatti questa domanda: Adamo ed Eva avevano sì o no il peccato originale? Non ce l’avevano per niente eppure hanno peccato lo stesso; non si trovavano nella fragilità della condizione umana in cui ci troviamo noi, soggetta a concupiscenza, ignoranza, fragilità fisiche, psicologiche e morali, e chi più ne ha più ne metta, eppure hanno peccato lo stesso! Allora? Quale fu la causa? Cos’avevano di così tremendo? Avevano la libertà, che in quel frangente non avendola saputa usare bene, si è tramutata in un boomerang che ha frantumato l’uomo, riducendolo in mille pezzi. E siamo ancora frantumati! E facciamo una fatica nera per ritrovare l’unificazione, cioè avere una sola volontà con Dio ed essere “uno” in noi stessi, senza più avere centomila desideri contrastanti che ci dilaniano come le fauci di una belva..

  • Arma polivalente…

La libertà è un’arma a doppio taglio: è sinistra, ci fa cadere e ci fa male se la usiamo per fare il male, ma se la usiamo per fare il bene, rimaniamo alla destra di Dio, cioè nel bene. C’è poi quell’altro, il nemico del genere umano che non va mai in vacanza, né in pensione, che pungola continuamente questa nostra libertà, per farci cadere e renderci come lui. Quello lì, fin dall’inizio dei tempi, è condannato a strisciare e non sopporta di vedere qualcuno in piedi: fa di tutto e non si dà pace finché non l’ha fatto cadere e l’ha reso a sua immagine: strisciante. Ecco in cosa ci trasforma il peccato: in esseri striscianti. Quindi chiediamo quella sapienza “che non è di questo mondo,” (come dice la seconda lettura), per usare bene la nostra libertà e osservare sempre e solo la legge di Dio, argomento del Vangelo di oggi. Gesù ribadisce che non è venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento e cita alcuni comandamenti che iniziano col “non”. Alcuni esegeti sostengono che la traslitterazione esatta dei comandamenti sarebbe questa: se osservi i primi tre che sono positivi (non iniziano col “non”) e riguardano Dio, automaticamente osserverai tutti gli altri e cioè: non ruberai, non mentirai ecc. ecc. perché avendo Dio nel cuore, non farai nessun male al tuo prossimo, anzi lo amerai come te stesso.

  • Ma io vi dico…

Quindi quelle famose parole “ma io vi dico”, non vanno interpretate come abolizione dell’antica legge per proporne una nuova, ma come il pieno compimento dell’antica che è sempre nuova se osservata “nello spirito”. Noi siamo chiamati a vivere nella sovrana libertà dello spirito, non nella libertà della carne, cioè del “faccio ciò che mi pare e piace”, considerandolo come massima libertà, mentre invece è somma schiavitù che crea dipendenze a non finire (dal fumo, dalla droga ecc. ) Solo il vivere nella VERITA’ dello Spirito Santo ci rende liberi.

 

PENSIERO DELLA SETTIMANA

 

Proverbio cinese

 

“Metti sempre un po’ di sale in tutto ciò che dici (= sapienza) e un po’ di zucchero ( = misericordia) in tutto ciò ascolti”. Quindi siate sapienti nel parlare, ma tolleranti nell’ascoltare.

 

                                                                                                      Wilma CHASSEUR